sabato 27 giugno 2015

Togliersi la maschera.

Il rapporto tra me e me è in perenne conflitto, e non riesco a vivere tra la gente e il dolore.
La mia sensibilità è una condanna.
Se da una parte mi aiuta ad apprezzare la semplicità della natura, dall'altra mi spinge a soffrire per le banali superficialità che sono costretta a vivere.
Ho venti anni, ho vissuto le mie esperienze, proprio come ognuno vive le sue. Delusioni, disprezzo per se stessi, momenti di gioia, e fiumi di lacrime.
Ho sofferto la solitudine prima di imparare a conviverci. 



Il mio rapporto con essa ora non è proprio cordiale, ci convivo ma continua a spaventarmi, forse perchè ho paura di me.
Mi conosco troppo bene;
oppure poco e niente.
In realtà non mi sopporto, sono stufa anche solo di tentare a sopportarmi, e immagino quanto possa essere difficile per qualcun'altro farlo al posto mio.
Mi dicono:
Sei sensibile, sei depressa, ti lamenti, sei paranoica, ti sottovaluti, e ancora una lunga sfilza di commenti.


Io non dico che non abbiano ragione, anzi probabilmente le cose stanno esattamente così.
Solo di una cosa sono sicura, però... potrò avere anche diecimila difetti, ma ho un pregio che pochi posseggono, e me lo riconosco a pieno titolo. Sono una persona sincera e schietta.
Alla domanda come stai? Non rispondo forzatamente "bene" per dare un contentino, e far finta che sia tutto a suo posto. Con qualsiasi persona, non esito a mostrare la mia fragilità, perchè è parte integrante del mio io, e non potrei essere altrimenti.
Si soffermano così sul mio stare male, ma non percepiscono l'intima natura della mia voglia di esplodere di vita. Io che metto da parte i pregiudizi e voglio fare crollare le maschere che tutti indossano compresa la mia. Perchè ciò che più ci accomuna è il senso di perdizione che tutti proviamo quando in tasca ci sono delle domande più grandi delle nostre mani. Le persone fingono, sono tumefatte dalla società che tende ad occultare la primordiale sensibilità per lasciare spazio e pensieri e vite frivole, fittizie.
Soffro perchè sono consapevole del mondo che mi circonda, e non so da dove iniziare per starci dentro, ...mantenendomi vera, senza le maschere.

venerdì 26 giugno 2015

Adeguatamente mi presento.

Salve lettori/lettrici. Il mio nome è Valeria.
Sono di nuovo qui. Di nuovo perchè questo è il terzo blog che apro.
Inizio senza fine;
poichè tutto ciò che inizio muore sul nascere. Mi reputo una persona inconcludente, una ragazza che non riesce a focalizzare i suoi obbiettivi, e tanto più a raggiungerli!
Anni fa, il mio primo blog riguardava i miei disturbi alimentari.
Ne ho sofferto senza mai toccare il fondo. Riuscii a dimagrire parecchi chili in poco tempo, forse è stata la prima volta in cui mi sono sentita forte, sicura di me.
Il fondo non l'ho mai toccato, perchè iniziai a rendermi conto che la questione del dimagrire stava diventando ossessione, stava diventando un problema non solo per me, ma anche per gli altri. Così. a partire da questa consapevolezza ho iniziato a condurre una vita normale.
Normale tra virgolette ovviamente.Con me stessa non ho mai avuto un bel rapporto, sin da bambina. Ero di un altro mondo, e tutt'ora è così. Trovo in me tante cose che non vanno come vorrei, dal carattere al fisico. Dio quanto mi fa star male vedermi allo specchio.
A otto anni quando spensi le candeline del mio ultimo compleanno festeggiato, espressi il desiderio di essere più magra, e ora che ci penso, cazzo avevo solo 8 anni! A otto anni non si pensa a queste cose, a otto anni si è spensierati, si gioca, si ride.. mentre io soffrivo perchè non apprezzavo ciò che ero. Adesso ho venti anni. Sto messa uguale a sempre se non peggio. Peggio perchè ho maturato molte più consapevolezze di quando avevo 8 o 15 anni, e continuo imperterrita a volermi male, a disprezzarmi.
Ora vorrei riprendere in mano il mio controllo, o almeno metterlo alla prova. Qui scriverò dei miei progressi, e cercherò si sfogare anche l'anima queste pagine virtuali.
Spero di trovarvi partecipi in tanti, ora più che mai ho bisogno di persone che comprendano il dolore, di quelle persone che in qualche modo lo hanno vissuto sulla propria pelle!
Un bacio